Il pannello fotografico riproduce il portale bronzeo minore di questa Cattedrale, attualmente non fruibile perché sottoposto ad un intervento di restauro richiesto dallo stato di degrado in cui versava da anni.
Il restauro è stato reso possibile grazie ad un cospicuo contributo del FAI e di Intesa Sanpaolo, ottenuto attraverso la partecipazione alla XII edizione dei "Luoghi del Cuore", e ad una raccolta fondi a cui hanno generosamente aderito il Comune, aziende e privati cittadini di Troia.
La Porta della Libertà
La Porta si apre sulla fiancata destra prospiciente Piazza Episcopio, all'interno di uno degli archi ciechi che caratterizzano tutto il perimetro della Cattedrale. Le fa da cornice un austero portale in pietra sormontato da una lunetta che ne prolunga l'armonia decorativa.
Sull'archivolto falcato si sviluppa una serie di foglie finemente scolpite, mentre un addentellato in tarsie colorate crea un motivo estradossale molto movimentato.
La Porta, datata 1127, è opera del maestro incisore Oderisio da Benevento, come si legge sulla terza cornice dal basso:
Un'informazione estremamente interessante perché consente di attribuire con certezza ad Oderisio anche il Portale Maggiore dello stesso edificio. Fu eseguita su commissione del Vescovo Guglielmo II, a ricordo della dedizione della Città di Troia al Papa Onorio II e della resistenza contro Ruggero II di Sicilia.
I 24 Pannelli
L'episodio è in parte raffigurato e in parte narrato nei 24 pannelli che la compongono, suddivisi da robuste cornici bullonate in 6 registri orizzontali e 4 verticali. Possenti protomi leonine porta-anelli separano la sezione superiore prevalentemente figurativa da quella inferiore costituita da una lunga iscrizione.
Nei primi quattro pannelli in alto, le agemine rappresentano il Vescovo che dona la «Civitas Troiana» a S. Pietro e a S. Paolo, come indica la scritta:
Quam laetabundus - Guilielmus dono secundus (O Principe degli Apostoli, Pietro, prendi in dono la Città di Troia che io, Guglielmo secondo, lietamente ti offro)
I pannelli seguenti raffigurano gli 8 Vescovi predecessori di Guglielmo, disegnati con rapidi tratti essenziali in un dinamismo vivace ed armonioso, a conferma del suo gesto.
L'espressione "troiana civitas", incisa sulla 2ª formella, è entrata nell'uso comune per definire e riassumere la storia e il sistema di valori condivisi in cui ancora oggi la popolazione si riconosce, facendo di questa porta un bene dal valore fortemente identitario.
L'Iscrizione
Nei quattro pannelli della sezione inferiore si celebra, in un testo carico di pathos, la strenua lotta sostenuta dalla popolazione a difesa delle proprie libertà contro le pretese egemoniche di Ruggero II:
Dei gratia venerabilis huius sedis Troianae Episcopus nonus has etiam
Portas Aeneas de proprio aerario largus dispensator fieri jussit anno
Incarnationis Domini MCXXVII et civitatis huius condictione centesimo
atque octavo Pontificatus vero Honorii Papae secundi tertio item
Pontificatus Domni Guilielmi Episcopi secundi XXI Indictione V anno
quo Guilielmus tertius Normandorum Dux Salernis obit morte communi.
Tunc Troianus Populus pro libertate tuenda Arcem subvertit et Urbem
vallo murisque munivit. Il moderatore della giustizia, liberatore della patria, il Signor Guglielmo Secondo, per grazia di Dio nono Vescovo di questa venerabile Sede Troiana, fece costruire generosamente anche queste porte con il proprio denaro, nell'anno dell'Incarnazione del Signore 1127, anno centesimo ottavo dalla fondazione di questa Città, anno terzo del pontificato del Signor Papa Onorio II, XXI anno di Episcopato di Guglielmo Secondo, indizione V, anno in cui Guglielmo Terzo Duca dei Normanni morì a Salerno di morte naturale, allora il Popolo Troiano, per difendere la propria libertà, abbatté il Castello e fortificò la Città con mura di cinta e fossato.
Un'iscrizione che fa di questa Porta non solo un'opera d'arte, ma una pagina di storia incisa nel bronzo dal forte valore identitario. Per fornire informazioni non altrimenti reperibili sulla data di fondazione della città e sulla cronotassi episcopale dei suoi primi 108 anni di vita.
L'espressione "Pro libertate tuenda" che ne riassume il senso è anche il motivo per cui la Porta è stata ribattezzata "della Libertà".